Pino Tartaglia presenta “Dove vanno a finire gli amori Perduti” il libro che fa i conti con l’amore che finisce e conquista il pubblico. Una raccolta di storie diverse ed episodi di vita quotidiana nate da una profonda indagine professionale.
Il nuovo libro di Pino Tartaglia “Dove vanno a finire gli amori Perduti”, ha riscosso molto interesse nelle varie presentazioni che si sono svolte a Napoli presso la libreria Io Ci Sto al Vomero, alla Mondadori di piazza Bovio e presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane in via Martucci. Ad Aversa esordio presso Il “Rotary Club Aversa-Terra Normanna” all’Hotel del Sole – Sala Convegni dove c’è stata una grande partecipazione di pubblico. E ancora a Caserta presso la libreria “La Feltrinelli”. Il libro, che sta riscuotendo grande interesse, nasce da una profonda indagine professionale, e racconta diverse storie; episodi di vita quotidiana inquadrati in un ‘ottica prevalentemente umana, non disdegnando l’aspetto clinico, analizzandone ove presente il disagio psicologico e i blocchi emotivi-affettivi.
“Viviamo un momento difficile, drammatico, sul piano delle relazioni affettive, sentimentali e sociali” – così l’autore nel corso della presentazione. – Amare è diventato illusorio, e il sintomo psicosomatico e la malattia manifestano le insoddisfazioni profonde, l’angoscia esistenziale del vivere, l’incapacità di amare e di dare attenzione al prossimo. Troppi individui e coppie decidono di focalizzare le proprie energie sul “non amore”, sul “tirare a campare”, fino alla dipendenza in tutte le sue forme più moderne, in cui la solitudine sovrasta un mondo nuovo, fatto di paura dei legami”.
Nel corso delle varie presentazioni i relatori hanno letto alcuni passaggi della prefazione che accoglie il lettore in una lettura confortante e molto emozionante. Da parte di chi lo ha già letto arriva l’invito a leggerlo perché lo definiscono straordinario.

Quale può essere la risposta al titolo del libro? Nella prefazione del Dott. Genovino Ferri, psichiatra-psicoterapeuta, lui ci dice che “nessun amore perduto si somiglia davvero. Alcuni si trasformano in memorie tenere, altri in nostalgie irrisolte, alcuni diventano insegnamenti, altri ferite che chiedono tempo. Ancora “Perché gli amori perduti, quelli che hanno realmente inciso, non sono fantasmi del passato: sono processi in atto. Sono strutture che partecipano alla nostra possibile maturazione emotiva”.
Ognuno di noi può essere parte di una storia raccontata nel libro, rivivere il dolore di un amore finito e avere tante domande senza una risposta. Questo libro non è la soluzione che tanto vorremmo che fosse ma ci aiuta a capire la nostra essenza, ci conforta e ci fa sentire meno soli. La lettura di questo saggio straordinario richiama vari aspetti dell’amore e ognuno di noi può individuare risposte a quesiti esistenziali che spesso si pongono nel corso della nostra vita.
La postfazione è di Michele Rossena, psicologo-psicoterapeuta, Presidente dell’Istituto Italiano per le Scienze Umane di Napoli: egli definisce il libro un approccio intuitivo e clinico insieme utile a definire le radici di una psicoterapia analitica del profondo che sancisce la sua prassi non già nell’esclusivo o prevalente intervento tecnico ma nella qualità della relazione paziente -terapeuta che ha la sua massima espressione nella consapevolezza da parte del terapeuta della capacità incisiva del suo transfert psico-corporeo-empatico nella cura del paziente. Quindi il terapeuta (come dice Fornari) più che curare, si prende cura!
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Pino Tartaglia è psicologo-psicoterapeuta, è specializzato in Psicoterapia psicoanalitica a mediazione corporea. Esperto in psicosomatica e psicologia della comunicazione verbale e non verbale. E’ didatta formativo in Psicoterapia delle relazioni difficili presso l’Istituto Italiano per le Scienze Umane a Napoli. Si occupa di Psicoanalisi della Musica e del suono, cinema e psicoanalisi e Psicologia dell’Arte. Ha pubblicato per Homo Scrivens il saggio “L’Amore tra Libertà e Solitudine”.





