La chiusura delle porte antipanico riaccende le polemiche nell’istituto napoletano. Tra sedie, catene e blocchi metallici, cresce la preoccupazione delle famiglie. Chiesti chiarimenti alla dirigenza e verifiche sul rispetto delle norme di sicurezza.
di Tommy Totaro
Doveva essere un normale ritorno alla quotidianità scolastica dopo le tensioni legate all’occupazione studentesca. Si è invece trasformato in un nuovo caso destinato a far discutere quello dell’Istituto Giordani di Via Caravaggio, dove la gestione degli accessi e delle uscite di emergenza ha sollevato pesanti interrogativi sulla sicurezza di chi frequenta quotidianamente l’istituto.
Al centro della vicenda ci sono le porte antipanico e le uscite di sicurezza che, secondo le segnalazioni del personale scolastico e delle famiglie, sarebbero state rese inutilizzabili attraverso diversi sistemi di sbarramento. Sedie, catene, lucchetti e strutture metalliche sarebbero stati impiegati per impedire l’apertura di alcuni varchi, probabilmente nell’ambito delle misure adottate dopo la precedente occupazione della scuola.
Una scelta che ha provocato la reazione di genitori, docenti e rappresentanti della sicurezza, preoccupati soprattutto per le possibili conseguenze in caso di emergenza.
Il nodo delle vie di fuga
La questione non riguarda soltanto l’organizzazione degli ingressi e delle uscite, ma un aspetto fondamentale della sicurezza scolastica: la possibilità di evacuare rapidamente gli edifici in caso di pericolo.
L’istituto ospita quotidianamente centinaia di studenti, molti dei quali minorenni, oltre a docenti e personale ATA. Secondo quanto denunciato, la presenza di ostacoli sulle porte di emergenza avrebbe compromesso la normale fruibilità delle vie di esodo, concentrando il deflusso della popolazione scolastica su un numero ridotto di passaggi.
Una circostanza particolarmente delicata per una scuola situata nell’area dei Campi Flegrei, territorio nel quale la prevenzione e la gestione delle emergenze rappresentano questioni di primaria importanza.
La segnalazione del rappresentante dei lavoratori
La situazione è stata portata formalmente all’attenzione della dirigenza scolastica attraverso una comunicazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), trasmessa il 3 novembre alla dirigente e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Nella segnalazione vengono descritti gli ostacoli presenti in corrispondenza di alcune porte antipanico dell’atrio, tra cui sedie e staffe metalliche fissate con sistemi di bloccaggio.
Il documento richiama l’attenzione sulla necessità di garantire che ogni uscita di emergenza possa essere utilizzata senza impedimenti e che le procedure di evacuazione siano effettivamente praticabili.
Non si tratta, dunque, di una semplice questione burocratica: in presenza di un incendio, di una scossa sismica o di un’altra situazione di pericolo, anche pochi secondi possono fare la differenza.
Dopo l’occupazione, resta aperta la questione della sicurezza
La vicenda si inserisce in un clima già teso, seguito all’occupazione studentesca che aveva interessato il Giordani nel mese di ottobre. Al termine della protesta erano stati segnalati danneggiamenti all’interno della struttura e, il 16 ottobre, i carabinieri avevano effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni degli ambienti scolastici.
Le successive misure di controllo avrebbero dovuto rispondere all’esigenza di prevenire ulteriori episodi di occupazione o danneggiamento. Tuttavia, la gestione degli spazi e degli accessi non può prescindere dal rispetto delle disposizioni previste per la tutela della vita delle persone.
È proprio su questo punto che si concentra la protesta delle famiglie, che chiedono di sapere per quale motivo alcune uscite siano state rese inutilizzabili e quali provvedimenti siano stati adottati per ripristinare condizioni adeguate.
I genitori chiedono risposte e garanzie
La preoccupazione delle famiglie è evidente. Mandare i propri figli a scuola significa affidarne la sicurezza a un’istituzione che deve garantire ambienti idonei e procedure di emergenza efficaci.
Per questo motivo, alcuni genitori stanno valutando di coinvolgere anche il Provveditorato agli Studi e gli altri organismi competenti, affinché vengano effettuate verifiche sulle condizioni delle vie di fuga e sull’effettivo rispetto della normativa.
Il riferimento è al Decreto legislativo 81/2008, che stabilisce precisi obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, compresi gli ambienti scolastici.
La richiesta è semplice, ma non negoziabile: tutte le uscite di emergenza devono essere libere e immediatamente utilizzabili.
Le tensioni legate alle occupazioni, i problemi organizzativi e le esigenze di controllo degli edifici possono richiedere interventi e decisioni anche complesse. Ma non possono mai tradursi in una riduzione delle condizioni di sicurezza.
All’Istituto Giordani, adesso, le famiglie aspettano risposte. E soprattutto vogliono la certezza che i propri figli possano entrare a scuola ogni mattina senza correre rischi legati a una gestione inadeguata delle vie di evacuazione.




