di Fabrizia Terraciano
Risse, rodei improvvisati, comportamenti incivili e incidenti. È il bilancio denunciato dai residenti di Fuorigrotta dopo il match Napoli-Bologna. Borrelli: «La zona dello stadio non può essere terra di nessuno».
È tornata la tensione a Fuorigrotta dopo la partita tra Napoli e Bologna. Tra sabato e domenica, secondo le segnalazioni raccolte tra i residenti, l’area intorno allo stadio sarebbe stata nuovamente teatro di episodi di degrado, risse, corse spericolate e comportamenti incivili.
Una situazione che, a detta di chi vive nella zona, rischia di riproporsi sistematicamente in occasione delle partite, trasformando le strade di Fuorigrotta in un’area dove le regole sembrano saltare.
Le segnalazioni parlano di risse e momenti di forte tensione, ma anche di veri e propri “rodei” improvvisati, con giovani alla guida di auto e scooter impegnati in manovre pericolose e condotte che metterebbero a rischio l’incolumità di pedoni e altri automobilisti. A questo si aggiungono episodi di inciviltà e diversi incidenti che avrebbero caratterizzato le ore successive alla partita.
Per i residenti, il problema non riguarda soltanto l’ordine pubblico nelle immediate vicinanze dello stadio, ma anche la vivibilità dell’intero quartiere. Al termine degli incontri, infatti, l’afflusso e il deflusso dei tifosi possono trasformare la zona in un punto particolarmente critico, con traffico, parcheggi selvaggi, schiamazzi e comportamenti pericolosi.
A raccogliere le proteste è il deputato Francesco Emilio Borrelli, che torna a chiedere maggiore attenzione e controlli nell’area di Fuorigrotta.
«La zona dello stadio non può essere terra di nessuno», è la denuncia di Borrelli, che sollecita una presenza più incisiva delle forze dell’ordine e interventi capaci di prevenire episodi di violenza e pericolosità.
Il tema della sicurezza nelle strade di Fuorigrotta torna dunque al centro del dibattito. La richiesta dei residenti è quella di non dover assistere, partita dopo partita, al ripetersi delle stesse scene: risse, manovre spericolate, incidenti e degrado.
L’obiettivo, sottolineano, dovrebbe essere quello di garantire contemporaneamente la sicurezza di chi si reca allo stadio e il diritto dei residenti a vivere il proprio quartiere senza essere costretti a fare i conti con situazioni di caos e pericolo.
Dopo Napoli-Bologna, dunque, la protesta torna a farsi sentire. E il messaggio lanciato da Fuorigrotta è chiaro: la passione per il calcio non può trasformarsi in anarchia nelle strade del quartiere.




